Matteo 9:14-17 Nessuno mette una toppa grezza su un vecchio mantello

In Israele, a partire dall'Esilio, dalla devastante distruzione del Tempio di Gerusalemme, con la deportazione in massa degli Israeliti, il "digiuno" era diventato una pratica importante, quasi a ricordare continuamente al Popolo, il suo peccato, il conseguente castigo, e l'attesa di una liberazione definitiva, operata da Dio stesso.

I discepoli di Giovanni andarono da lui e gli chiesero: “Perché noi e i farisei digiuniamo e i tuoi discepoli no?”.

Gesù rispose: “Possono gli invitati dello sposo essere a lutto finché lo sposo è ancora con loro? Ma verrà il momento in cui lo sposo sarà portato via da loro e allora digiuneranno”. 

Nessuno mette una pezza grezza su un vecchio mantello, perché il rattoppo si stacca dal mantello e lo strappo peggiora. 

Né si mette vino nuovo in otri vecchi; se lo si fa, le pelli si rompono, il vino si perde e gli otri si buttano. No, si mette il vino nuovo in otri nuovi ed entrambi si conservano”.

Decenni fa, era pratica comune rattoppare i vestiti.

Quando una giacca aveva un buco o un maglione era danneggiato, invece di buttarlo, lo riparavamo. Per riparare l’indumento si usavano toppe applicate con il ferro da stiro o pezzi di tessuto cuciti con cura. Spesso le toppe erano piuttosto evidenti, a testimonianza della maggiore durata dell’indumento.

Questo approccio pratico è in netto contrasto con la cultura dell’usa e getta di oggi, in cui gli indumenti danneggiati vengono spesso semplicemente scartati.

Un esempio vivido della nostra antica tradizione di rammendo dei vestiti si può vedere nel dipinto di Edouard Manet, “Il raccoglitore di stracci”, dove i pantaloni mostrano in modo evidente una toppa.

I raccoglitori di stracci sono una professione ormai obsoleta. Si trattava di setacciare i resti della vita quotidiana.

Gli straccivendoli raccoglievano non solo gli stracci, che venivano venduti ai produttori di carta, ma anche gli scarti della cucina, il sapone e altri oggetti lasciati in giro per gli spazzini. Sebbene lo smistamento dei rifiuti possa sembrare un lavoro per veri indigenti, questi spazzini erano riciclatori regolamentati e semi-professionali dei rifiuti urbani, riconosciuti come un gruppo sociale distinto.

Il nostro pittore, Manet, sperimentando il proprio senso di alienazione e di rifiuto dai circoli artistici consolidati, potrebbe essersi identificato con il suo soggetto in difficoltà. Sia l’artista che il raccoglitore di stracci possono essere visti come bohémien, che operano ai margini della società e si guadagnano da vivere sfruttando gli aspetti banali della vita quotidiana.

Il piccolo elemento di natura morta nel primo piano inferiore di questo dipinto – un mucchio di gusci di ostriche aperti, insieme a una bottiglia di champagne rotta e a bucce di limone – simboleggia questo atto creativo condiviso e l’ingegnosità che si trova nel fare uso di ciò che gli altri scartano.

La lettura del Vangelo di oggi parla di non mettere un pezzo di stoffa grezza su un vecchio mantello”. Gesù ci chiede, in sostanza, se la nostra fede è solo una “toppa” a un normale stile di vita a cui ci siamo abituati. Possiamo anche andare alla messa domenicale, ma cambia davvero qualcosa di profondo quando siamo lì? Ci lasciamo aprire al cambiamento? Gesù non vuole essere solo una “toppa” su uno stile di vita quotidiano a cui ci siamo abituati. Vuole avvolgerci con un mantello completamente nuovo!

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