Il Vangelo “La notizia Bomba”

Qualcuno dei discepoli si convince e incomincia a scrivere: qualche pagina della vita di Gesù, il ricordo di qualche suo discorso particolarmente importante, una tradizione cui teneva tanto…

I materiali girano di città in città.

Qualcuno li confronta.

Alcuni sono riusciti meglio… altri peggio.

I primi restano; gli altri sono gettati via.
Ad un certo punto, venti o trent’anni dopo la morte di Gesù, tre discepoli della primissima ora raccolgono questi appunti e incominciano a scrivere la storia di Gesù con ordine.
Di questi scrittori conosciamo i nomi e un po’ della loro storia.

Si chiamano Matteo, Marco, Luca.

I materiali di riferimento sono abbastanza comuni. 

Qualcuno, proprio per questa ragione, li chiama i ‘Sinottici’, una parola, di origine greca, che serve a dire che i tre racconti sono tanto simili, da poter essere letti quasi su colonne parallele, con un solo colpo d’occhi.
I Sinottici sono simili… ma di certo non uguali.

Non sono una fotocopia l’uno dell’altro.

I criteri con cui i discepoli raccontavano a viva voce la storia di Gesù decidono anche la redazione dei Vangeli.

Cinquant’anni dopo spunta un quarto Vangelo.

Lo scrive Giovanni, l’apostolo prediletto di Gesù.
Scommetto che ti sei chiesto anche tu, come tantissimi hanno fatto in questi duemila anni che ci separano dalla morte di Gesù: perché Giovanni scrive il suo Vangelo?
La risposta è facile: basta leggerlo.

La Notizia Bomba è che l’unico Dio, che ha creato l’universo, non vuole nulla in cambio da te, neanche che tu sia una brava persona, e ti ama senza riserve.

Per una civiltà pagana (o anche per quella ebraica) dove il prezzo morale e civile della religione era piuttosto alto, tutto questo è un messaggio dirompente.

Né razionale, né emozionale… semplicemente esistenziale.

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