
Cari fratelli, ci riuniamo e siamo una comunità che porta nel cuore l’identità di far parte della Chiesa vetero-cattolica. Si tratta di un cammino che ci connette profondamente con la tradizione apostolica e, allo stesso tempo, ci invita a camminare nella fedeltà al Vangelo, spesso fuori dalle strutture che molti considerano convenzionali.
Essere Chiesa vetero-cattolica significa essere fedeli alla nostra radice comune con la Chiesa universale, che è Cristo stesso. Ci definiamo con una spiritualità che valorizza l’antico non come qualcosa bloccato nel passato, ma come una fonte viva che ispira la nostra fede e la nostra pratica nel presente. Rispettiamo l’eredità dei primi cristiani, i concili ecumenici e i principi fondanti che hanno forgiato la nostra identità, ma riconosciamo anche la necessità di adattarci alle sfide attuali con libertà e creatività.
In questo percorso ci sono elementi essenziali che modellano la nostra identità. Innanzitutto, l’impegno per l’apertura e l’inclusione. Nella Chiesa vetero-cattolica la diversità non è un ostacolo, ma una risorsa. Crediamo che l’amore di Dio non esclude nessuno e che tutte le persone, indipendentemente dal sesso, dall’orientamento, dallo stato civile o dal background, sono chiamate a vivere e servire pienamente nella Chiesa. Siamo una Chiesa in cui il cuore del Vangelo – misericordia, giustizia e dignità umana – è al centro della nostra missione.
In secondo luogo, diamo valore all’autonomia e alla comunione. Anche se manteniamo la nostra indipendenza dalle strutture gerarchiche più rigide, non viviamo nell’isolamento. Facciamo parte di una comunione globale con altre Chiese che condividono la nostra eredità e visione, e cerchiamo sempre il dialogo ecumenico con le altre tradizioni cristiane. La nostra autonomia ci permette di essere flessibili e vicini ai bisogni concreti delle nostre comunità, senza perdere il legame con la Chiesa universale.
Terzo, viviamo una liturgia viva e significativa. Nella nostra Chiesa, la celebrazione dei sacramenti è il cuore della nostra vita spirituale. La nostra liturgia preserva la ricchezza della tradizione cattolica, ma con una profonda sensibilità al linguaggio, ai simboli e alle realtà che risuonano con le persone di oggi. Vogliamo che ogni preghiera, ogni gesto, sia espressione della grazia trasformante di Dio.
Infine, essere Chiesa vetero-cattolica è una chiamata ad essere testimoni profetici nel mondo. Non annunciamo il Vangelo solo con le parole, ma con azioni concrete che promuovono la giustizia, la pace e la solidarietà. Siamo chiamati ad essere una Chiesa vicina ai poveri, agli emarginati e a coloro che cercano conforto e verità.
Fratelli e sorelle, essere Chiesa vetero-cattolica non significa semplicemente appartenere a un’istituzione. È un modo di vivere il Vangelo con libertà, con profondità e con amore. È un invito ad essere una comunità fedele a Cristo, che guarda al passato con gratitudine, vive il presente con gioia e costruisce il futuro con speranza.
Lo Spirito Santo ci guidi sempre in questo cammino e possiamo essere strumenti vivi della grazia di Dio nel mondo.
Il Sinodo dei Vescovi
