Dopo che Gesù fu sceso dalla montagna, grandi folle lo seguirono.
Un lebbroso si avvicinò e si inchinò davanti a lui. “Signore”, gli disse, “se vuoi, puoi guarirmi”.
Gesù stese la mano, lo toccò e disse: “Certo che voglio! Sii guarito!”.
E la sua lebbra guarì subito. Allora Gesù gli disse: “Bada di non dirlo a nessuno, ma va’ a mostrarti al sacerdote e fai l’offerta prescritta da Mosè, come prova per loro”.
Oggi si celebra la festa di Sant’Ireneo.
Si tratta di una figura significativa della storia cristiana antica, nata intorno al 130 d.C. a Smirne (l’odierna Smirne, in Turchia).
Ireneo fu discepolo di Policarpo, che a sua volta era discepolo dell’apostolo Giovanni, fornendo così a Ireneo un legame diretto con gli insegnamenti dei primi seguaci di Gesù.
Intorno al 177 d.C. Ireneo divenne vescovo di Lione, in Francia.
Svolse un ruolo cruciale nella Chiesa primitiva, sia come pastore che come teologo.
Uno dei più importanti contributi di Ireneo alla teologia cristiana è la sua opera “Adversus Haereses” o “Contro le eresie.” Scritto intorno al 180 d.C., questo ampio trattato in cinque libri fu una risposta all’ascesa dello gnosticismo, un movimento che rappresentava una sfida significativa alle credenze cristiane ortodosse.
Lo gnosticismo insegnava che la salvezza poteva essere raggiunta attraverso la conoscenza segreta e spesso dipingeva il mondo materiale come intrinsecamente malvagio, creato da una divinità minore piuttosto che dal Dio supremo.
In quest’opera, Ireneo confuta sistematicamente questi insegnamenti sottolineando la continuità dell’Antico e del Nuovo Testamento, la bontà della creazione e l’importanza della tradizione della Chiesa e della successione apostolica nel preservare la vera fede.
Nella sua battaglia contro lo gnosticismo, Ireneo sottolineò diversi punti teologici chiave che divennero fondamentali per il cristianesimo ortodosso.
Affermò l’unità e la bontà di Dio, contrastando la credenza gnostica in un cosmo dualistico con un creatore malevolo del mondo materiale.
Sottolineò anche l’incarnazione di Cristo, sostenendo che Gesù, pienamente Dio e pienamente uomo, riscattò tutta l’umanità e santificò la creazione attraverso la sua vita, morte e risurrezione.
Inoltre, Ireneo sottolineò il ruolo della Chiesa nel salvaguardare l’insegnamento apostolico attraverso una successione di vescovi che risaliva agli apostoli stessi.
In questo modo, ha rafforzato l’autorità della Chiesa nell’interpretazione delle Scritture e della dottrina.
