Luca 1:57-66,80 Solennità della Natività di San Giovanni Battista

Venne il momento per Elisabetta di partorire e diede alla luce un figlio; e quando i suoi vicini e parenti seppero che il Signore le aveva dimostrato una così grande misericordia, condivisero la sua gioia.

L’ottavo giorno vennero a circoncidere il bambino; stavano per chiamarlo Zaccaria come suo padre, ma sua madre intervenne.

“No”, disse, “si chiamerà Giovanni”.

Le dissero: “Ma nessuno della tua famiglia ha questo nome”, e fecero dei segni al padre per sapere come voleva che si chiamasse.

Il padre chiese una tavoletta per scrivere e scrisse: “Il suo nome è Giovanni”.

E tutti rimasero stupiti.

In quell’istante gli tornò il dono del linguaggio ed egli parlò e lodò Dio.

Tutti i vicini furono pieni di stupore e si parlò d questa storia in tutta la regione collinare della Giudea.

Tutti coloro che ne vennero a conoscenza ne fecero tesoro nei loro cuori.

Si chiedevano: “Che cosa diventerà questo bambino?”.

E in effetti la mano del Signore era con lui.

Intanto il bambino cresceva e il suo spirito maturava.

E visse nel deserto fino al giorno in cui si manifestò apertamente a Israele.

Riflessione sulla pittura

l nostro dipinto di Bartolomé Esteban Murillo del 1660 circa raffigura un giovane Giovanni Battista che interagisce teneramente con un agnello, simbolo di Gesù Cristo come Agnello di Dio.

La scena è ambientata in un paesaggio roccioso, un riferimento al deserto in cui Giovanni visse da giovane, vestito con una tunica di pelo di cammello e mangiando locuste.

La mano sinistra di Giovanni indica il cielo.

Secondo i Vangeli (Gv 1,29), quando San Giovanni incontrò Cristo dichiarò:Ecco l’Agnello di Dio’.

Queste parole sono scritte in latino su un nastro avvolto intorno a una croce di canne, uno degli attributi di San Giovanni, in basso a destra del nostro dipinto.

Trasformando i personaggi biblici adulti in bambini, Murillo si rivolge agli spettatori incoraggiandoli a emulare uno stato infantile di innocenza e purezza.

Il nostro dipinto è stato realizzato per Don Justino de Neve, canonico della Cattedrale di Siviglia e uno dei più devoti mecenati di Murillo; l’artista gli fece anche il ritratto.

Nel 1665, Justino prestò questo e altri dipinti di Murillo alla chiesa di Santa María la Blanca di Siviglia.

Durante i festeggiamenti per l’inaugurazione della chiesa appena ricostruita, fu eretto uno spettacolare altare temporaneo nella piazza antistante la facciata della chiesa.

Secondo le testimonianze dei contemporanei, questo dipinto era esposto lì.

A giudicare dalle numerose incisioni successive a questo quadro, si tratta di uno dei dipinti più popolari e riconoscibili di Murillo.

San Giovanni Battista.

Prega per noi.

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