Matteo 10:1-7 Giuda Iscariota, colui che lo avrebbe tradito

Gesù convocò i suoi dodici discepoli e diede loro autorità sugli spiriti impuri con il potere di scacciarli e di curare ogni tipo di malattia e di infermità.

Questi sono i nomi dei dodici apostoli: primo, Simone, chiamato Pietro, e suo fratello Andrea; Giacomo, figlio di Zebedeo, e suo fratello Giovanni; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo, l’esattore delle tasse; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone lo Zelota e Giuda Iscariota, colui che lo avrebbe tradito. Questi dodici Gesù li inviò, istruendoli come segue:

“Non volgete i vostri passi verso il territorio pagano e non entrate in nessuna città samaritana; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele.

E mentre andate, proclamate che il Regno dei cieli è vicino”.

Riflessioni sul vangelo

Tutti e quattro i Vangeli fanno riferimento ai dodici discepoli che Gesù selezionò tra il gruppo più ampio dei suoi seguaci.

Erano chiamati a partecipare al suo ministero in modo speciale, con un accesso privilegiato a Gesù. Era stato dato loro molto, e molto ci si aspettava da loro.

Quando gli scrittori dei vangeli nominano i dodici e arrivano a Giuda Iscariota, si riferiscono sempre a lui come a “Giuda”, “colui che lo avrebbe tradito”.

 Scrivevano, ovviamente, con il senno di poi.

Sapevano che uno di questo gruppo privilegiato, uno dei dodici, avrebbe tradito Gesù con le autorità religiose che, a loro volta, lo avrebbero consegnato alle autorità politiche come minaccia alla pace.

Gli scrittori dei vangeli non cercano mai di sorvolare sulla cruda realtà che uno di coloro che erano stati scelti appositamente da Gesù lo tradì.

Nella Galleria Nazionale d’Arte di Dublino si trova un meraviglioso dipinto di Caravaggio che raffigura il momento del tradimento di Gesù da parte di Giuda e il conseguente arresto, la “Presa di Cristo” come viene chiamata.

La storia di Giuda ci ricorda che la scelta di Gesù su di noi non significa automaticamente la nostra scelta su di lui!

Caravaggio dipinse quest’opera per il marchese romano Ciriaco Mattei nel 1602.

Giuda ha identificato Cristo con un bacio, mentre le guardie del tempio si avvicinano per catturarlo.

Il discepolo in fuga e in disordine sulla sinistra è San Giovanni Evangelista.

Solo la luna illumina la scena.

Sebbene l’uomo all’estrema destra abbia in mano una lanterna, in realtà si tratta di una fonte di illuminazione inefficace.

Nei tratti di quest’uomo Caravaggio ritrae se stesso, all’età di 31 anni, come un osservatore degli eventi, un espediente che utilizza spesso nei suoi dipinti.

Caravaggio ha collocato le figure molto vicine tra loro e al piano del quadro, conferendo alla scena uno straordinario senso di drammaticità.

One Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *